Responsabilità da “omessa moderazione” per i gestori di siti internet

In una recente sentenza, il Tribunale di Varese ha stabilito che il gestore di un forum, in virtù della posizione di controllo e supervisione di cui gode, è pienamente responsabile del contenuto dei commenti lasciati dagli utenti e quindi risponde penalmente, per “omessa moderazione”, del loro eventuale contenuto diffamatorio, in concorso con il loro autore. A tale esito, il giudice arriva estendendo alla rete internet l’applicazione della legge sulla stampa del 1948 ed attribuendo quindi al gestore di un sito lo stesso status del direttore responsabile di una testata giornalistica. Da questa equiparazione tra le due posizioni, accomunate dal potere di supervisione e controllo, deriva l’applicazione della correlata responsabilità penale.

Il principio ivi stabilito è facilmente applicabile al gestore di qualsiasi tipo di sito internet che consenta forme di interazione con gli utenti, come un blog, oltre che agli amministratori di gruppi e pagine su Facebook e Google+ e, ancora più in generale, a chiunque su qualsiasi piattaforma web assuma una posizione di controllo sui contenuti inseriti (meglio: postati) dagli utenti che vi accedono.

Della vicenda di Varese si sono interessati diversi osservatori (segnalo, in particolare, questo dettagliato articolo su il Post), criticando l’improbabilità dell’equiparazione tra forum e testata giornalistica, alla base delle conclusioni della sentenza. Da parte mia, devo rilevare che questa tesi lascia alquanto perplessi sia dal punto di vista giuridico, sia sul versante applicativo. Questo poiché la sentenza in esame estende la responsabilità penale prevista in capo al solo direttore di un periodico a stampa ben al di là dei casi per i quali tale norma è stata dettata dal legislatore, operazione vietata in ambito penale, ove vige il principio di legalità, che impone che il fatto di reato sia espressamente previsto dalla legge. Sul versante pratico, va osservato che i forum di discussione sono strutturati in modo tale che i contenuti postati dagli utenti appaiano immediatamente, senza previa moderazione. Pertanto, il reato sarebbe consumato istantaneamente appena il commento diffamante sia reso pubblico dal suo autore, senza che il comportamento richiesto in capo al gestore del forum (la moderazione) sia concretamente esigibile.

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Inoltre, stando all’impostazione seguita dal giudice di Varese, a nulla varrebbero gli avvisi presenti sui forum e nei blog, secondo cui il contenuto dei commenti è totalmente riferibile al loro autore e l’autore del blog o il gestore del sito non ne risponde. Sebbene il valore pratico di questi disclaimer possa comunque consistere nella sensibilizzazione degli utenti alla moderazione nel linguaggio, essi non avrebbero alcuna rilevanza ai fini dell’esonero da responsabilità penale del gestore del sito, il quale potrebbe comunque essere chiamato in ogni caso a rispondere dei contenuti diffamatori lasciati dagli utenti. Il condizionale resta d’obbligo, almeno finché la giurisprudenza non tornerà ad occuparsi di questioni analoghe e si potrà verificare l’eventuale effettivo sedimentarsi di un indirizzo interpretativo sulla scia della sentenza di Varese.

In ogni caso, state l’incertezza aperta da tale pronuncia, è preferibile che i gestori di blog impostino gli stessi in modo tale da evitare la pubblicazione automatica dei commenti, laddove ciò sia reso possibile dagli strumenti di gestione del sito, lasciando che un moderatore debba approvarli uno ad uno. Tuttavia, se una tale modalità è possibile nelle piattaforme di blogging più diffuse (wordpress, blogger), ciò non è consentito nei forum di discussione e nelle pagine o gruppi Facebook. Questo perché le caratteristiche peculiari di tali strumenti richiedono necessariamente che si sviluppi una discussione istantanea (del tipo botta e risposta), che non consentirebbe in alcun modo una moderazione per ciascun commento, né tale possibilità è consentita dai social network o dalle piattaforme software utilizzate per i forum.

In tali altri casi e nell’attesa che la giurisprudenza faccia chiarezza sui confini della responsabilità del gestore di un sito internet, è dunque buona norma che vi sia sempre un moderatore collegato, in modo da consentire un controllo quanto più possibile tempestivo dei commenti lasciati dagli utenti. Come è facilmente intuibile, una tale esigenza diviene maggiormente preminente quando i contenuti della pagina, gruppo o forum siano facilmente forieri di divergenze o possano facilmente scatenare reazioni impulsive ed emotive, come nel caso in cui si erano contenuti politici o siano frequenti attacchi di troll.